Lavagna Basket
Lavagna tattica personalizzata appoggiata alla parete di una palestra, con il campo stampato e un pennarello accanto
Guide

Come usare bene la lavagna tattica (e quando non usarla)

«Avete capito?» Tutti annuiscono. Nessuno ha capito. Il problema quasi mai è la lavagna: è il disegno che ci finisce sopra e il momento in cui Lei decide di farlo.

«Avete capito?» Tutti annuiscono. Nessuno ha capito.

Succede quasi sempre davanti a una lavagna piena di frecce, alla fine di una spiegazione durata un minuto e mezzo, con dodici giocatori in piedi e due che guardano il campo accanto. Il problema quasi mai è la lavagna: è quante idee ci sono sopra contemporaneamente.

Una lavagna, un'idea

Un disegno regge tre movimenti. Al quarto, chi guarda smette di seguire e comincia a fidarsi del tono della Sua voce. Se lo schema ne ha sei, lo divida in due disegni: cancelli il primo solo quando il secondo è già chiaro, e non prima.

La lavagna non spiega: fissa. A spiegare è Lei; la lavagna serve perché due minuti dopo l'immagine sia ancora lì.

I tre momenti in cui serve davvero

MomentoCosa ci metteQuanto dura
Prima dell'allenamentoBlocchi, minuti, coppie; oppure lo schema della settimana già disegnatoDieci minuti a casa, zero in palestra
Nel timeoutUna correzione o uno schema, mai tutti e dueVenti secondi di disegno su un minuto
A fine allenamentoL'immagine della cosa che è andata bene, non di quella andata maleDue minuti, squadra seduta

🔑 Il primo è quello che rende di più e nessuno lo usa: una lavagna preparata prima toglie dalla seduta tutte le spiegazioni ripetute, che sono i minuti che poi mancano al 5 contro 5.

Il timeout: prima si parla, poi si disegna

L'ordine giusto è sempre lo stesso. Dica in una frase cosa succederà («rimessa laterale, palla al numero cinque, tiro dall'angolo»). Poi disegni, mentre tutti sono già orientati. Poi — e questa è la parte che cambia le partite — chieda a un giocatore, non al capitano ma a quello coinvolto nel secondo movimento, di ripetere cosa deve fare. Se non lo sa dire, non lo saprà fare, e ha ancora venti secondi per semplificare.

⚠️ Non disegni mentre parla. Una squadra non riesce a guardare la Sua mano e ascoltare la Sua voce nello stesso momento: sceglie la mano, e delle parole non le resta niente.

Le convenzioni: sceglierne una e tenerla

  • Linea continua — spostamento del giocatore senza pallone.
  • Linea tratteggiata — passaggio; la freccia indica chi riceve, non dove va chi passa.
  • Linea ondulata e T finale — palleggio, e il trattino perpendicolare che chiude il movimento è il blocco.

Quali scelga conta poco; contano la costanza e i colori. Un colore per la Sua squadra e uno per gli avversari, gli stessi da settembre a maggio: dopo un mese i giocatori riconoscono la propria posizione prima ancora che Lei finisca di disegnarla. Se cambia convenzione a metà stagione, per tre allenamenti torna a spiegare il disegno invece del gioco.

Quando la lavagna non serve

Nelle categorie del minibasket e in Esordienti il disegno astratto funziona poco: un bambino di dieci anni non traduce un cerchio su un piano in una posizione sul parquet, e mentre ci prova ha già smesso di ascoltare. Lì la cosa giusta è farli camminare in campo, lentamente, nelle posizioni reali. La lavagna torna utile dall'Under 13 in avanti, quando l'astrazione comincia a reggere, e diventa indispensabile in Under 17 e Under 19, dove il tempo per camminare uno schema non c'è mai.

Non serve nemmeno per correggere un gesto tecnico. Un tiro sbagliato o un piede perno storto si mostrano con il corpo, non con un disegno: se il criterio riguarda l'esecuzione di un fondamentale, la lavagna è il posto sbagliato — quello giusto sono i cinque esercizi con il loro criterio, dove la correzione arriva mentre il giocatore si muove.

Tre errori che vedo in ogni palestra

ErroreCosa provocaCome si risolve
Cancellare subitoL'immagine sparisce prima di essere memorizzataAppoggi la lavagna al muro e la lasci lì per tutto il blocco
Disegnare gli avversari uguali ai propriI giocatori invertono i ruoli e vanno dalla parte sbagliataDue colori fissi, sempre gli stessi
Disegnare al posto di parlareCinque frecce e nessuna gerarchia: nessuno sa qual è la prima opzioneNumerare i movimenti: 1, 2, 3, e fermarsi lì

Una lavagna che è la Sua

C'è un motivo pratico per cui i colori della lavagna dovrebbero essere quelli della squadra, e non è l'estetica: quando quei colori sono gli stessi della maglia che i Suoi giocatori indossano la domenica, il riconoscimento è immediato — disegna cinque cerchi e nessuno chiede chi sono — e Lei si risparmia la frase «voi siete quelli blu» a ogni disegno. Con il nome del club stampato accanto al campo, la lavagna smette anche di girare da una borsa all'altra a fine torneo.

Se la Sua stagione comincia adesso, il modo più veloce di metterla al lavoro è prepararci sopra le rimesse dal fondo e dalla linea laterale prima del primo allenamento: quattro disegni fatti una volta, buoni fino a maggio.

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