
Esercizi di pallacanestro: cinque che reggono qualsiasi allenamento
Il problema quasi mai è l'esercizio sbagliato. È l'esercizio giusto fatto in fila per otto, senza difesa e senza una frase che dica quando la ripetizione è valida.
Il problema quasi mai è l'esercizio sbagliato.
Otto giocatori in fila, un pallone solo, ognuno che tira una volta ogni quaranta secondi. Sulla carta l'esercizio è corretto; in palestra non allena niente, perché nessuno sa cosa deve andare bene. Un esercizio senza criterio di esecuzione è solo un modo ordinato di far passare il tempo.
Quando è valida una ripetizione?
Il criterio di esecuzione è la frase che dice quando la ripetizione conta. Non «dieci terzi tempi», ma: «dieci terzi tempi con partenza di piede esterno; se la partenza è sbagliata, la ripetizione non si conta». Cambia due cose. La prima è che il giocatore sa cosa guardare mentre lo fa. La seconda è che Lei smette di correggere tutto insieme e corregge una cosa sola.
Se non riesce a dire in una frase quando la ripetizione è buona, l'esercizio non è pronto per l'allenamento.
⚠️ Un criterio per esercizio, non tre. Con tre criteri contemporanei il giocatore non ne rispetta nessuno e Lei non sa quale ha fallito.
Cinque esercizi che reggono qualsiasi allenamento
| Esercizio | Come va | Criterio di esecuzione |
|---|---|---|
| 1 contro 1 dal palleggio | Attacco parte da metà campo, difensore lo aspetta sul tiro libero, otto secondi per concludere | Il primo appoggio del piede va verso il canestro, mai di lato |
| 3 contro 2 con rientro | Tre attaccanti a tutto campo contro due; il terzo difensore rientra dalla linea di fondo appena il pallone supera la metà | Nessun palleggio in avanti se un compagno davanti è libero |
| 4 contro 4 di posizione | Attacco senza palleggio, solo passaggi e tagli; la difesa lavora sugli aiuti | Ogni difensore vede pallone e uomo: se gira la testa, si ferma l'azione |
| Tiro sotto pressione di tempo | Cinque posizioni, sessanta secondi, un passatore fisso | Vale solo il tiro preso con i piedi già rivolti al canestro prima della ricezione |
| Tagliafuori 2 contro 2 | Tiro dalla lunetta, si gioca il rimbalzo fino a canestro o recupero | Contatto prima del rimbalzo: chi prende il pallone senza aver toccato l'avversario non fa punto |
🔑 Il 3 contro 2 con rientro è quello che rende di più, perché è l'unico dei cinque in cui il vantaggio dura poco e va usato subito: obbliga a decidere invece che a eseguire.
Due dettagli che cambiano il 1 contro 1
Quasi tutti fanno partire l'attaccante fermo, con il pallone in mano e il difensore già piazzato. Così si allena una situazione che in partita non esiste. Faccia partire l'attaccante in palleggio e il difensore in chiusura, e metta un limite di tempo: otto secondi, poi cambio. Il difensore che sa di dover resistere otto secondi difende diversamente dal difensore che non sa quanto durerà.
Il secondo dettaglio è il punteggio. Un 1 contro 1 senza punteggio dura finché Lei fischia; con il punteggio dura finché qualcuno vince. La differenza si vede nelle gambe.
Quanto farli durare, per categoria
| Categoria | Blocco singolo | Nota |
|---|---|---|
| Esordienti | 5–7 minuti | Sempre con pallone in mano; il criterio va detto una volta e mostrato, non spiegato |
| Under 13 | 6–8 minuti | Alternare un blocco tecnico e uno di gioco, mai due tecnici di fila |
| Under 14 – Under 15 | 8–10 minuti | Si può ripetere lo stesso esercizio in due sedute consecutive alzando il criterio |
| Under 17 – Under 19 | 12–15 minuti | Con punteggio e conseguenza: chi perde riparte, non corre |
Tre errori che rovinano un esercizio buono
- La fila — più di quattro giocatori in attesa dietro allo stesso pallone significa che ha progettato un esercizio per due e lo sta facendo con dodici. Sdoppi il campo.
- Il difensore finto — se il difensore ha l'ordine implicito di «lasciar fare», l'attaccante impara a battere qualcuno che non esiste. Meglio una difesa al settanta per cento dichiarata che una difesa finta.
- L'esercizio senza fine — quello che si interrompe quando Lei si stanca di guardarlo. Serve una condizione di uscita: un punteggio, un numero di ripetizioni valide, un tempo.
Il difensore finto è il più difficile da vedere, perché in palestra sembra tutto fluido: i passaggi arrivano, i canestri entrano, l'esercizio «funziona». È esattamente il segnale d'allarme. Un buon esercizio con opposizione vera sbaglia spesso, e va bene così.
Prima dell'allenamento, non durante
La parte che fa perdere più minuti non è l'esercizio: è la spiegazione ripetuta tre volte perché il gruppo si è mescolato. Scriva sulla lavagna tattica il criterio di ogni blocco e le due coppie di rotazione prima che entrino in palestra, e la lasci appoggiata al muro laterale per tutta la seduta. Chi si perde guarda lì invece di chiedere a Lei, e Lei recupera i minuti che spendeva a rispiegare.
Quando poi vorrà lavorare sul perché di quei movimenti — la spaziatura, il vantaggio, il rientro difensivo — il posto giusto è l'articolo sui principi tattici che decidono le partite. E se i primi dieci minuti della Sua seduta sono ancora due giri di campo e stretching, cominci da lì: il riscaldamento è la parte più facile da recuperare.
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